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[DOMANDA 17 - 18]

Taxi

Qualsiasi lavoratore, che svolge attività alle dipendenze di un datore di lavoro privato o pubblico, in caso di malattia o maternità, è tutelato da delle leggi. In caso di maternità infatti, il DLgs 645/1996, provve ad assicurare una maggiore tutela della salute e sicurezza sul lavoro delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento. La materia è stata significativamente rivista dalla legge 8 marzo 2000 n. 53 sui congedi parentali, volta ad assicurare ad entrambi i genitori la possibilità di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minori di 8 anni o per gravi motivi familiari, oltre che per migliorare la propria formazione.

[Fonte: http://www.jobtel.it/la-tutela-della-maternita/]

Uber

Facendo affidamento ad un articolo del "Il sole 24 ore", i diritti dei dipendeti di Uber, nonchè i salari, sarebbero del tutto inesistenti.

Geek Revolution

Nel momento in cui non stai guidando un'auto non stai lavorando per Uber. Quindi maternita`, malattia e quant'altro non sono certamente riconosciuti. Inoltre le tariffe possono essere diminuite o aumentate unilateralmente e non vi e` un sindacato a difesa degli uberisti, in molti paesi non vengono neanche riconosciuti come lavoratori.

I tassisti hanno le stesse tutele di qualsiasi altro lavoratore italiano.

s211897

Uber non considera dipendenti i propri autisti. Questo è quanto affermato dallo staff Uber Pop Milano:

«I driver uber sono collaboratori, non dipendenti: si tratta di privati che mettono a disposizione la propria auto per diminuire/recuperare le proprie spese grazie ai rimborsi»
Essi sono perciò privi di diritti sindacali sia nel momento in cui non guidano sia quando si trovano al volante. L''unica tutela prevista è l'assicurazione di responsabilità commerciale, che è valida mentre l'autista è effettivamente in servizio (vedi Danni)

Riccardo Silva