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GARANZIE PER LE CLASSI DISCRIMINATE

DIVENTARE CONDUCENTE UBER

Stando ai metodi di selezione degli autisti Uber, sembrerebbe che non ci sia alcuna discriminazione per "generi deboli" come donne o autisti di colore. La selezione infatti si basa sull'analisi di alcuni fattori (l'elenco completo qui), tra i quali:

  • fedina penale pulita;
  • almeno 21 anni d'età;
  • avere minimo un auto a 4 porte assicurata.

Nella FAQ di Uber non è specificato altro. Ciò nonostante i requisiti nulla hanno a che vedere col paese di provenienza o con il gender dell'autista.

Tuttavia, in seguito a molte critiche, Uber ha reso più specifici gli strumenti di selezione. Ora infatti, oltre ai punti precedentemente elencati, Tomaso Rodriguez, Operation Manager per Uber in Italia, ha specificato che per diventare autisti Uber bisogna seguire più step:

  • gli autisti non devono avere avuto alcuna sospensione della patente negli ultimi 10 anni;
  • devono avere almeno 10 punti residui sulla patente;
  • l'auto non deve essere più vecchia di 10 anni e viene prima revisionata per essere sicuri che non sia in condizioni pessime;
  • si procede ad un colloquio di gruppo e quindi ad un feedback individuale.

L'ultimo punto è quello che potrebbe creare qualche problema: il colloquio mette faccia a faccia l'aspirante autista Uber con alcuni selezionatori. Ora tutto dipende da questi ultimi e dalle loro opinioni in merito, e non dall'azienda in se', che di fatti non discrimina in principio nulla e nessuno. Inoltre, grazie agli altri fattori, la decisione finale non pesa esclusivamente sul feedback ottenuto mediante colloquio, ma anche su altri fattori che cercano di rendere la selezione la più equa possibile. 

La permanenza nell'azienda Uber dipende, in seguito all'accettazione, esclusivamente dai feedback degli utenti. Per rimanere è necessario mantenere una votazione uguale o superiore a 4,6 pti, altrimenti si viene richiamati o direttamente espulsi.

Fonte (LaRepubblica )

UTENTE UBER

Stando a quanto dichiarato da alcuni passeggeri neri di New York, sembrerebbe che Uber limiti il razzismo nei confronti degli utenti di colore. Sono molti i casi in cui i taxisti "razzisti" non si fermano in seguito alla richiesta di un passaggio da parte di una persona di colore, come raccontato in un articolo de "Il Post ", specialmente se di notte.

Uber, mediante app, non permette di riconoscere a priori chi ha effettuato la prenotazione, pertanto sembra che il razzismo sia molto più limitato. Non totalmente perchè comunque nel contratto Uber si riserva la facoltà di interrompere la corsa in qualsiasi momento, e tale strumento è utilizzato in alcuni casi (in modo non elegante) da parte di autisti Uber che nutrono pregiudizi nei confronti di alcune "tipologie" di clienti.

Tuttavia, come sottolinea il sociologo Evgeny Morozov , (art. "Schiacciati dalle piattaforme", Internazionale, numero 1105 , p.36 (grazie a Riccardo Silva)) Uber, essendo una piattaforma, e non un azienda, non ha le stesse leggi antidiscriminatorie che vincolano i taxisti, e che, se non rispettate, possono provocare il licenziamento immediato dello stesso conducente. Motivo per cui alcuni autisti Uber si riservano il diritto di non trasportare carrozzine per portatori di handicap, o di aiutarli, in quanto non previsto ne' dalla legge ne' dal contratto firmato con Uber. Tutto si basa sul buon senso e sull'umanità dell'autista stesso. Secondo la politica Uber saranno le stesse recensioni negative che l'autista riceverà a provocare la perdita della licenza di autista Uber, anche se in tal modo non si previene il fenomeno, dato che, per ricevere recensioni negative di tal genere, lo spiacevole accaduto dovrà essere già avvenuto. "I feedback negativi non bastano a tutelare i disabili." cit.Evgeny Morozov

s212671 Pasquale Convertini